Casa dell'Ospitalità di Venezia e MestreCasa dell'Ospitalità di Venezia e Mestre

Ripartire da un tetto e da un letto... per arrivare lontano!

LM EMPORI FAI DA NOI         L' Emporio fai da noi è un progetto di Leroy Merlin "ospite" all'interno dell'Emporio Solidale alla Casa dell'Ospitalità. 

E' un luogo di condivisione di materiale dove le persone o le famiglie possono utilizzare gratuitamente - come presso una biblioteca - gli utensili necessari ad effettuare lavori di manutenzione di base, piccole ristrutturazioni o lavori di decorazione per la casa.
A chi ne ha bisogno potranno essere forniti anche prodotti consumabili come vernice, stucco, lampadine e così via. 

Il materiale può essere richiesto al momento, se disponibile, oppure prenotato.
Il materiale deve essere utilizzato esclusivamente dal richiedente e non potrà essere ceduto o prestato a soggetti terzi.
E' vietato l'uso commerciale.

Il tempo del prestito è di 7 giorni, prorogabili.

In caso di danneggiamento dell'oggetto, la riparazione è a carico del richiedente che in alternativa può versare una penale variabile tra i 5 e i 100 €/euro (tale penale sarà trattata come donazione al progetto).

E' altresì possibile donare all'Emporio Fai da Noi :

- materiali, consumabili e oggetti propri;

- materiali, consumabili e oggetti non utilizzati o avanzati da lavori fatti in proprio.

 

 

 

In data 27 marzo 2018 durante la riunione del Consiglio di Amministrazione è stato approvato il bilancio/consuntivo 2017.

Ripartire da un tetto e da un letto per arrivare molto lontano

 

Alcune persone si trovano incanalate in traiettorie di vita che sembrano non avere uscita, quasi una condanna.

A volte la situazione è talmente fuori controllo che ci si trova per strada, apparentemente inutili.

La Casa dell’Ospitalità è il luogo dove queste persone hanno la possibilità di riprendere il controllo della propria vita.

Siamo molto più di un asilo notturno: accogliamo persone che prima di arrivare sono definite "senza dimora", ma per noi diventano subito ospiti.

Ai nostri ospiti viene chiesto l’impegno e il desiderio di ripartire con una nuova traiettoria di vita. Cominciando da un tetto e da un letto, per arrivare molto lontano.

Noi della Casa dell’Ospitalità siamo i compagni di questo percorso: gli ospiti hanno dentro di sé la soluzione dei loro problemi. Per questo la nostra accoglienza non è per sempre, ma per il tempo giusto necessario alla ripartenza di ognuno.

Mettiamo a disposizione le nostre Case di Venezia e Mestre, il nostro Casolare di campagna, gli appartamenti e un supporto quotidiano che ci impegniamo a svolgere con passione e competenza.

La città, le istituzioni e i cittadini possono fare la propria parte fornendo quella rete di sostegno che è essenziale per la vita di ciascuno di noi e ancora di più per chi si trova a vivere un momento difficile della propria esistenza.

Hanno collaborato alla costruzione di questa Carta dei Servizi: gli Operatori del Servizio, la Direzione, il Consiglio di Amministrazione.

La Carta dei Servizi della Fondazione di partecipazione Casa dell’Ospitalità ha un duplice scopo:
a) informare in modo trasparente e completo sull’offerta dei servizi e come si fa per usufruirne;
b) favorire un rapporto diretto tra la Casa dell’Ospitalità e i propri utenti.

La struttura della Carta consiste nella descrizione dei servizi, con validità pluriennale, tramite schede relative a informazioni che possono modificarsi ogni anno per l’introduzione di progetti di miglioramento.

Carta dei Servizi

"Nessuno può essere condannato all’inutilità"

 

La Fondazione di partecipazione Casa dell’Ospitalità di Venezia ha alle spalle una storia importante: nasce a Mestre come asilo notturno e si trasforma, negli anni successivi alla riforma Basaglia, in un luogo stabile per sostenere persone che non hanno dimora.

Nei venti anni di lavoro del primo direttore, Nerio Comisso, è stato valorizzato il concetto di empowerment cercando di favorire la partecipazione di tutti, ospiti ed operatori, per creare assieme servizi ed attività.

casa ospitalita mestre

Lo scopo era di preparare le persone al cambiamento, valorizzando il lavoro dell'intero gruppo comunitario. La strumento principale consisteva proprio nel "fare insieme", senza porre fretta e senza richiedere una trasformazione che la persona non fosse ancora in grado di accettare, rispettando i tempi di ogni individuo.

Un accompagnamento verso il ritorno ad una vita il più normale possibile, a partire dalla convivenza con gli altri per migliorare la propria e l'altrui esistenza.

L’obiettivo primario era, e rimane, quello di dare dignità alle persone. “Nessuno può essere condannato all’inutilità”: questo il concetto chiave della Carta dei diritti e principi di chi vive e lavora alla Casa dell'Ospitalità.

Un mutamento radicale rispetto gli analoghi modelli esistenti e della visione abituale della persona in difficoltà: non più solo utenti portatori di bisogni e problematiche ma donne e uomini da valorizzare facendone emergere risorse e competenze, in un contesto comunitario che doveva avvicinarsi il più possibile al modello della famiglia.

Negli anni questa pratica è andata concretizzandosi in un sistema di vera e propria autogestione di molti aspetti della vita quotidiana da parte degli ospiti, con alcune norme "per una convivenza cordiale e collaborativa”, il rispetto degli altri in primo luogo, quale bussola in vece di un regolamento.

Questa esperienza ha caratterizzato in maniera indelebile la Casa dell’Ospitalità, tanto che i principi fondanti permangono tutt’ora anche se il trascorrere del tempo e le trasformazioni della società inevitabilmente ci conducono ad evolvere la nostra attività e la nostra organizzazione.

casa ospitalita s alvise

Oggi la Fondazione fornisce ospitalità non solo nelle due strutture di Mestre e Venezia ma anche in alloggi autonomi: due appartamenti e un Casolare.

A ciascuno è infatti chiesto di assumersi delle responsabilità, impegnandosi in un percorso di “ricostruzione” della propria biografia e nell'elaborazione di un progetto personale realistico e realizzabile nel rispetto di una tempistica condivisa.

Le nostre Case funzionano grazie alle collaborazione tra tutti i soggetti interessati che partecipano attivamente alla gestione della vita quotidiana.

La finalità che perseguiamo, coerentemente con la nostra storia, è quella di fornire a tutti un luogo dal quale poter realmente ricominciare. Il posto letto sarà sempre e solo il punto di partenza.

Oggi come ieri siamo convinti che una persona non sia solo il suo problema, bensì una parte della soluzione di questo.

Uscire presto, e bene, dalla Casa dell'Ospitalità: questo deve essere l'obiettivo di chi ci vive, come di noi che ci lavoriamo e di coloro che ci sostengono.

Nessuno, mai, deve essere condannato all'inutilità.

logo Casa dell'Ospitalità di Venezia e MestreLa Casa dell'Ospitalità non sembra rientrare in alcun tipo di classificazione. Ciò accade non solo perché opera nel senso di una integrazione delle funzioni assistenziali con quelle di reinserimento sociale, ma anzitutto perché è una struttura che ha una identità che si fonda sulla presa in carico della persona nella sua totalità.

La sua storia, i protagonisti che l'hanno tracciata hanno segnato nel tempo un luogo dove è diventato sempre più "comunità", perdendo progressivamente l'anonimato della struttura erogatrice di servizi e assumendo le caratteristiche di un vero e proprio contesto di vita e realizzando una propria Carta dei diritti dei cittadini più deboli.
Un contesto di vita esercita funzioni molto più complesse di un servizio tradizionalmente inteso; proprio per questo la Fondazione della Casa dell'Ospitalità potrebbe costituire un caso in grado di fare avanzare le riflessioni e la preparazione sull'intervento rivolto ai senza dimora.