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Lucca cinema Ezechiele (ORE 21.30) -Via della Croce -

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Il film "Via della croce" alla Mostra Internazionale del cinema

pubblicato 04/set/2009 08:26 da Utente sconosciuto   [ aggiornato in data 07/set/2009 06:24 ]



Noi della Casa dell'Ospitalità sentiamo il bisogno di ringraziare la nostra amica Serena Nono per ciò che sta facendo per tutti noi. Grazie a lei e al suo film non solo ci sta portando fuori dall'anonimato, ma sta lanciando un messaggio ancor più grande: ogni persona di questo mondo ha una sua dignità, persone ricche e povere, persone dai più svariati problemi, persone le quali solo l'ignoranza vorrebbe cancellare.





Via della croce: proiezione ufficiale


Il nostro film: Via della croce

pubblicato 30/lug/2009 06:35 da Utente sconosciuto   [ aggiornato il 12/nov/2009 08:32 da Casa Ospitalità ]

Qui potete vedere i premi del film

la via crucis è un po’ come la vita normale,

fatta di tante fermate, difficoltà e qualche capitombolo’


Via della croce è il secondo film realizzato con gli Ospiti della Casa dell’Ospitalità di S. Alvise di Venezia.

Il film è il viaggio tremendo del Nazareno verso la morte in croce, dove Dio sembra non esserci, dove la fede e l’amore guidano Gesù che, donandosi fino alla fine, vince la morte.

La Passione di Cristo si percorre attraverso tableaux vivants che illustrano le stazioni della Via Crucis, introdotte dal Vangelo di Giovanni (per la stazione del Cireneo dal Vangelo di Marco), girate in esterno a Venezia.

E si percorrono e si intrecciano con le testimonianze/vie crucis degli Ospiti di S.Alvise. I temi del giudizio, dell’umiliazione, della povertà, della carità, della fratellanza, dell’abbandono, della morte e della resurrezione attraverso le voci di chi difficilmente ha voce.

Alcuni Ospiti parlano delle proprie vite, altri riflettono sui temi del Vangelo. Le storie degli Ospiti a volte sembrano evocare un Dio che non c’è; malgrado tutto, la loro fiducia e generosità d’animo fanno sperare. Gesù è ognuno di loro, e per tutti loro un fratello.

Gesù è interpretato da più Ospiti, così come le tre Marie si scambiano i ruoli tra loro.

I tableaux vivants sono libere citazioni da dipinti di Piero della Francesca, Caravaggio, Tiziano, Tintoretto, Mantegna, Bellini, Giotto.


Nella comunità di S. Alvise convivono persone di nazionalità, provenienze sociali e religioni diverse, ma la convivenza è più fraterna e sensibile di quanto avvenga “fuori”, nella nostra società dove le differenze invece che unire, dividono.

Cast Artistico


Petru Melik soldato romano, se stesso

Franco Bianchin se stesso

Luigi Perego soldato romano, se stesso

Giancarlo Menaldo giovanni, se stesso

Marcel Brindou soldato romano, se stesso

Alberto Bucco ponzio pilato, se stesso

Pasquale Fornaro gesù, se stesso

Antonio Pelosi se stesso

Fabio Fosso gesù

Alfio Ferretto gesù, se stesso

Serena Boccanegra maria di nazaret, maria di màgdala

Ana Maria Reque maria di nazaret, maria di màgdala, se stessa

Anna Bonaiuto maria di nazaret, maria di clèofa

Nerio Comisso simone di cirene, se stesso

Archimede Busta se stesso

Massimo Cacciari testimone della crocefissione

Giorgio Perini testimone della crocefissione

Maurizio Favaretto testimone della crocefissione

Stefano Ravagnan soldato romano

Wahdan Elsaid testimone della crocefissione, se stesso

Mokrani Kaddor testimone della crocefissione, se stesso

Giampaolo Fiorimonte giuseppe d'arimatèa

Armando Genovesi se stesso

il cane malika ha interpretato i "cani" del salmo 22




Cast Tecnico

riprese regia e montaggio Serena Nono

sceneggiatura ospiti e Serena Nono

produzione SBS2 con la collaborazione di

Fondazione di Partecipazione Casa dell’Ospitalità

Gli ospiti di S.Alvise: veri cittadini veneziani

pubblicato 25/giu/2009 07:16 da Utente sconosciuto   [ aggiornato il 19/nov/2009 05:23 da Casa Ospitalità ]

Lavori svolti dalla Comunità nel Parco dell' ex - Umberto I da marzo a luglio 2008”

Da anni il parco di S.Alvise è sempre stato occupato abusivamente da stranieri, malviventi e ragazzi tossicodipendenti, soprattutto nei mesi estivi.

Col proposito di migliorare l’immagine della Comunità nel sestiere di Cannaregio, e come intervento preventivo prima dell’arrivo dell’estate, rinasce il vecchio progetto di "Recupero e pulizie del Parco" ad iniziativa degli ospiti Franco Bianchin, e Luigi Perego. La prima settimana, Franco B. inizia un intenso e assiduo lavoro di pulizia delle erbe infestanti e dei rifiuti abbandonati accumulati da anni, iniziano lavorando volontariamente per 4 - 5 ore al giorno. Dopo la prima settimana di attività spontanea degli ospiti, coordinando con l’operatrice, rafforzano delle idee per arrivare a un solo scopo; dopo di che Franco B. con gli attrezzi (un decespugliatore e un flessibile col disco per tagliare l’acciaio) prestati dalla Coop. “Città anche mia” inizia a togliere le vecchie reti arrugginite che circondavano gli stretti accesi fino alla terrazza della struttura, sempre con l’ipotesi che un giorno si possa costruire un cancello nel limite con la palestra. Sono state tolte anche le reti che limitavano la  vista sulla Laguna di Venezia. Il parco ha guadagnato nuove aree libere, e una bellissima vista panoramica.

Daniele Rosso (in quel momento ospite e custode della palestra) s’integra all’equipe aiutando 4 ore al giorno, ed anche Alberto Bucco aiuta per diversi giorni e nella terza settimana osserviamo che gli ospiti hanno organizzato anche un’orticello, Franco B. e Luigi P. hanno regalato i seminati delle zucche, melanzane, pomodori, peperoni, sedano, limoni, ficchi, pesche, ciliegie, porro ed altri. Da luglio la mensa si è fornita in parte del piccolo orticello.

I fiori: gli ospiti hanno comprato diverse piante, cinque oleandri, dei papiri, seminate nell’area adiacente alla casa.


Collaborazione di VESTA e la Palestra: dopo due mesi di pulizie e riordinamento nelle aree del parco, abbiamo aspettato un mese prima di chiamare il servizio della barca dell’uff. Vesta. a richiesta di G. Deste (dirigente della palestra) e degli operatori hanno inviato 3 barche con un barcaiolo, per il trasporto delle foglie secche, soltanto è rimasto un minimo che servirà di concime alla terra. La 1° barca a giugno (ha portato poca quantità) la 2° e 3° barca è stata inviata a luglio. In data 31 luglio dell’anno 2008 abbiamo comprato in ferramenta una canna di gomma da 25 m. per annaffiare il “nostro parco”.

La comunità ha continuato a lavorare nell’ornamentazione del parco, con l’obbiettivo di organizzare il concerto del gruppo SKA - J e la Mostra d’arte programmata per domenica 12 ottobre.

Per continuare con la Manutenzione gestita dalla nostra comunità, basterebbe fornirci di una falciatrice e un decespugliatore.

Un lavoro degno di un gruppo di cittadini con un alto senso del concetto della coscienza civica veneziana.



Come operatore di questa Comunità, e anche con l’esperienza di lavoro nei governi locali del mio paese di provenienza (Perù) sostengo che d’accordo con i metodi della pianificazione strategica partecipativa, applicati globalmente da 15 anni circa dagli architetti ed urbanisti nei diversi governi municipali, i progetti di sviluppo urbano o a scala microurbana, sono programmati dopo aver ascoltato le richieste della popolazione (l’utenza), cosi un progetto si arricchisce con la partecipazione e il coinvolgimento del cittadino nel miglioramento degli spazi pubblici.

La nostra comunità ha lavorato nel recupero delle aree degradate del parco dall’anno 2006 quando è stato disegnato un progetto preliminare, e mettendosi all’opera lavorando circa quattro ore giornaliere per quattro mesi nell'anno 2008.




Gli ospiti di S. Alvise hanno dimostrato di aver più buon senso e rispetto per la città di tanti altri cittadini, indifferenti verso una delle poche aree di verde pubblico che ancora restano nel centro storico veneziano. Il parco è stato salvato dagli ospiti, da quelli che ancora molti veneziani considerano degli “invisibili”. Se gli invisibili sono capaci di lavorare in modo altruista e con tanta civiltà, vuole dire che sono loro i veri cittadini veneziani… e magari ci fossero a Venezia o a Mestre altre aree verdi da recuperare, altri spazi degradati e abbandonati della città, dove potessero mettere a frutto la loro nobiltà e sensibilità.



Op. Ana Maria Reque


Attività culturali della Comunità di S. Alvise (terza parte)

pubblicato 30/mag/2009 12:21 da Utente sconosciuto   [ aggiornato in data 28/giu/2009 08:48 ]

...Dal corso di acquerello alle mostre di pittura nel centro storico di Venezia 2008 - 2009


Il laboratorio di pittura, in modo silenzioso e paziente è stato un gran testimone e osservatore del processo di trasformazione dell’asilo notturno in comunità…e il suo successo sta nell’aver collegato con efficienza il fare artistico con le problematiche dell’emarginazione sociale. Il laboratorio artistico di S.Alvise ora si sta trasformando in una realtà produttiva a beneficio della cittadinanza che va oltre l’attività pittorica.

Nell’anno 2005 sotto la direzione di Nerio Comisso, la struttura inizia un processo di trasformazione da Asilo Notturno a Comunità ed è precisamente in questo contesto che l’attività artistica è stata riproposta con tre obiettivi di lavoro:

  • Continuare con una tradizione nell’asilo notturno (i corsi di pittura tenuti da Donatella Besa dall’anno 1999 fino al 2002)

  • Riconquistare degli spazi fisici ad uso ludico - artistico e di socializzazione esterna - interna negli orari diurni (turno di pomeriggio).

  • Il Recupero delle relazioni interpersonali tra gli ospiti della Comunità nascente.

Ed è così che a marzo 2006 il corso rinasce come un laboratorio di pittura ad acquerello per la realizzazione di un libro collettivo. Nei primi mesi di attività la ricerca di un luogo tranquillo e sereno dove dipingere e comunicare silenziosamente con gli ospiti interessati all’attività artistica era praticamente impossibile in quanto vi era una lotta costante contro la resistenza ai cambiamenti da parte di alcuni ospiti accolti da circa 30 anni. Il gruppo composto da Pasquale, Antonio, Bruno, Alfio, Renato, Enzo, Khaled, Archimede, Salvatore e la sottoscritta contava dieci partecipanti. Il gruppo ha risposto all’iniziativa con entusiasmo e coraggio per vincere gli ostacoli e portare avanti la nuova attività; nonostante gli urli, gli insulti e i dispetti di alcuni ospiti, quindi anziché esser allietati da uno sfondo musicale si dipingeva accompagnati anche dagli urli del disagio e la disperazione di chi sentiva arrivare un cambiamento, finalmente sembrava che il vecchio asilo notturno cominciasse a cambiare aria…





Nell'anno 2007 - 2008
La prima mostra del Laboratorio di Pittura
nella sala comunale S. Leonardo: a dicembre 2007 abbiamo allestito una mostra complessiva con le opere realizzate nel corso di scultura in creta tenuto da Nicola Losego, (istruttore volontario) con le opere del corso di pittura ad olio e acrilico seguito dal prof. Maurizio Favaretto, insegnante presso il Liceo Artistico di Venezia e con la presentazione del filmato "Ospiti" della pittrice veneziana Serena Nono.

L'ultimo giorno della mostra è stato ospite il sindaco prof. Massimo Cacciari che dialogando con gli autori ha manifestato la sua soddisfazione per il livello raggiunto dalla mostra e in particolare lodando i lunghi rotoli di dieci metri realizzati collettivamente.
L'ufficio CPM del comune di Venezia ci ha fornito 210 locandine e 250 cataloghi.










Il sindaco Massimo Cacciari con un ospite della Casa


La seconda Mostra del Laboratorio di Pittura a novembre 2008 abbiamo allestito la Mostra:

Muri porte e persone con 45 opere realizzate durante l’anno 2008 nel corso tenuto dal prof. Maurizio Favaretto, a sala S.Leonardo, con la collaborazione del Presidente della Municipalità di Venezia Enzo Castelli e con la partecipazione dell’ufficio CPM (ufficio grafico del comune di Venezia) chi ha fornito 180 locandine.

Le Mostre artistiche hanno riscosso molto successo da parte del pubblico e delle istituzioni, possiamo finalmente dire che i nostri ospiti di S.Alvise non sono più gli invisibili che la società veneziana emarginava, ma ora hanno più amici, si stano integrando socialmente e fisicamente, rappresentano una presenza in città, probabilmente per alcuni di essi sia un inizio del recupero di relazioni con se stesso, con suoi compagni e con la società.”



Mostra nel liceo artistico statale di Venezia “La follia nell’arte” organizzato dal Liceo artistico a marzo 2008

Maurizio Favaretto spiega:

Sono molti gli argomenti emersi nel corso di questa attività, ma una cosa mi ha particolarmente colpito: il fatto che malgrado un numero contenuto di ospiti materialmente dipingesse tutti gli altri ci girassero intorno ad attacar discorso, a fare dell’umorismo. Così la lezione di pittura era stranamente un’occasione per fare dei discorsi collettivi sui vari argomenti affrontati. La mia consolidata esperienza di didatta con un' utenza adulta mi ha sempre convinto che metterci amore, entusiasmo e puntare su validi obiettivi è il modo giusto di lavorare.

Persone come gli ospiti di S. Alvise hanno più che mai bisogno di queste attenzioni. A volte sembrano distratti o lontani dall’impegno personale, ma se gratti la superficie il sogno di un mondo migliore per sé e per tutti salta fuori, fresco come quello di un ragazzino. Il sottoscritto ha sempre cercato, e a volte con successo, di elevare il tono e la qualità della conversazione e dei pensieri espressi e la serietà di Ana e le visite di Serena hanno contribuito a questo.

Dipingere è una questione di mano, ma quella è l’attività ultima e forse la meno importante. Prima c’è il guardare e farsi un' opinione sensitiva di tutto ciò che si vede. Manualmente si fanno dei progressi molto velocemente, ma il non saper guardare, vedere ciò che ci passa davanti gli occhi non è dato per esperienza ma per sensibilità, attenzione e concentrazione. Non con il pensiero, anzi il pensare alle immagini è dannoso. Le immagini bisogna vederle, sviscerarle, curiosarci dentro, percepirle; pensarle invece è ricordarle, cioè non farsene un’esperienza diretta dal vivo.

Nascoste tra osservazioni di carattere generale ampiamente condivisibili ho portato nozioni serissime in merito al significato dei segni, dei colori, della composizione e a tutti gli elementi costituenti il linguaggio della pittura. Importante è stata la scelta condivisa di dipingere assieme sulla stessa superficie, una cosa che comporta l’intrecciarsi del proprio lavoro con quello degli altri. All’inizio ci sono stati alcuni attriti, necessari per prendere le misure, poi il confronto è stato totale. Accettare che un altro cambi il tuo disegno, si sovrapponga o muti il suo significato è una cosa notevole. Il progetto in comune di dipingere rotoli di pittura è stato il fine ultimo a cui hanno atteso sacrificando un po’ di individualismo alla causa del buon risultato complessivo. Credo che aver dipinto, forse non li avrà resi felici ma sicuramente ha aperto loro degli squarci di realtà possibile: immaginarsi diversi e vedere delle prospettive davanti a se.

Maurizio Favaretto


Nell’anno 2009

Lavoro di decorazione pittorica presso la sala Gianni da Villa nel CDO di Mestre

Inaugurazione affrasco in sala Da Villa


La pittura muraria eseguita nella saletta stampa “Da Villa” della Casa dell’Ospitalità di Mestre nasce per iniziativa del Direttore Nerio Comisso . Mi sono spostato da S. Alvise colà con gli ospiti rimasti del gruppo di pittura: Luigi Perego, Fabio Rosso e Renzo Matiello. Del gruppo originale facevano parte altri tre bravi elementi come Antonio (trasferito a Firenze), Petru (trasferito in Irlanda) e Alberto (trasferito in Belgio) .

Io concepisco lavori che siano frutto di idee e progetti che si adattano al luogo, al contesto culturale, all’uso e alle persone, così la scelta del linguaggio figurativo usato è il risultato di una riflessione sulle persone che vivono la Casa dell’Ospitalità . Molti linguaggi artistici contemporanei tipo quelli materici, astratti, concettuali non erano adatti e mal si confacevano alle persone che usufruiscono quotidianamente di quello spazio.

Nella babele del nostro tempo personalmente non concepisco vi siano linguaggi superiori e linguaggi inferiori, più contemporanei o meno contemporanei ma qualunque sia il linguaggio adoperato rimane sempre la verifica della coerenza, della pregnanza, insomma se si tratta di un buon , onesto lavoro o un cattivo, mal fatto lavoro. L’idea di rappresentare Mestre con sullo sfondo Marghera e Venezia procede sulla stessa lunghezza d’onda. Mestre è fin troppo bistrattata e mettere in evidenza degli aspetti interessanti della città è quasi dovuto. La città è allo stesso tempo vecchia (perché c’è una storia a documentarlo) ma giovane, giovanissima dal punto di vista culturale. In Mestre vivono straordinarie persone che lavorano ad altissimo livello in tutti i settori del lavoro e della produzione culturale, ma non esiste un tessuto culturale, un humus culturale identificativo del quale i cittadini si sentano appartenenti. Le iniziative artistiche rimangono episodi isolati. Gli interventi sulla città diventano occasione di sfoggio di un’avanguardia di intellettuali in taluni casi odiati dalla cittadinanza , cittadinanza che subisce gli interventi sul territorio passivamente come non la riguardasse. Tutto il contrario delle aspettative dei nostri amministratori, i quali sono impegnati a cucire con tutte le iniziative quel tessuto culturale .

Proprio in una città come Mestre credo che la commissione pubblica possa essere veicolo di democrazia affinché i destinatari delle opere pubbliche siano grandi fette della cittadinanza e non un elite . Tutto questo senza fare demagogici sbandieramenti populisti ma progettando, cercando idee che sposino luoghi, storia, contesti culturali e uso degli spazi dei mestrini. Così un piccolo lavoro donato alla Casa dell’Ospitalità alla città mi piace: sia un modo diverso di operare e che di tutti quei discorsi fatti a tavolino prima e sopra una impalcatura poi da tre “matti” quali Maurizio, Luigi e Fabio rimanga qualcosa nell’aria”

Maurizio Favaretto



Progetti futuri

1 - Proposta per la decorazione pittorica dei sottopassaggi di “Quattro Cantoni” e di località “Cipressina” in coordinamento con il Presidente della Municipalità di Chirignago - Zelarino, Maria Teresa Dini, a gennaio 2009 abbiamo inviato la proposta alla Municipalità di Chirignago - Zelarino e per conoscenza al Sindaco del Comune di Venezia Prof. Massimo Cacciari Direzione Gabinetto del Sindaco, Maurizio Calligaro Assessore della Regione Veneto alle Politiche dei Lavori Pubblici e Sport, Massimo Giorgetti Assessorato alle Politiche Sociali, Sandro Simionato, Assessorato alla Produzione Culturale, Luana Zanella, Al Delegato ai LL.PP. Municipalità di Chirignago, Maurizio Enzo.

Il laboratorio artistico con una entusiasmante progressione fatta di passione e partecipazione è arrivato alla realizzazione dei lavori comunitari Ultimamente con un gruppo di Ospiti della Casa di S. Alvise ci siamo impegnati in lavori di risanamento e di decoro in fatiscenti edifici Veneziani e in questa veste siamo impegnati anche a decorare stanze di pregio presso edifici pubblici.

Allo scopo di collegare la nostra iniziativa con i progetti di inserimento lavorativo per alcuni ospiti della Comunità, e dopo successivi discorsi con il Presidente della nostra Fondazione Giovanni Benzoni e con il Direttore Nerio Comisso, visti i risultati fin qui raggiunti di qualità davvero rilevanti tanto che le quattro mostre di pittura fin qui realizzate sono state un crescendo di successi che ha permesso agli Ospiti di impegnarsi molto proficuamente cogliamo con entusiasmo la proposta del consigliere municipale Maurizio Enzo di formulare un progetto per il decoro dei sottopassaggi di via Castellana.

Abbiamo pensato di integrare l’operato degli Ospiti della Casa dell’Ospitalità con l’aiuto di studenti del Liceo Artistico (ragazzi con esperienza di pittura e decorazione murale in genere), formando una nutrita squadra di lavoro indispensabile vista l’estensione dell’intervento pittorico. Questa formula l’abbiamo già sperimentata con successo nelle aree di acceso al parco dell' ex ospedale Umberto I. La proposta è per il momento finalizzata al sottopasso dei “quattro cantoni” ma siamo pronti a proseguire anche i quattro sottopassaggi

2 - Richiesta al Comune di Venezia di uno spazio - atelier per il laboratorio: per continuare a lavorare in modo più organizzato con le attività artistiche a S.Alvise è fondamentale poter disporre di uno spazio, un ambiente vicino alla struttura architettonica dove si svolge la vita della Comunità, all’interno del complesso del ex Umberto I.

3 - Asta quadri presso Semenzato: il Presidente prof. Giovanni Benzoni, sta organizzando un' asta con 45 opere scelte tra quelle realizzate dal laboratorio di S.Alvise e con delle opere del laboratorio artistico di Mestre al fine di raccogliere dei fondi per la Fondazione e la comunità. Prima dell’evento, il gruppo del Sistema Informativo di Venezia, con la collaborazione dell’ospite Emanuele Balsemin, ha iniziato ad organizzare un sito web, dove verranno pubblicizzate le singole opere che faranno parte dell’asta.”

Ana Maria Reque

Attività culturali della Comunità di S. Alvise (seconda parte)

pubblicato 24/mag/2009 02:48 da Utente sconosciuto   [ aggiornato in data 28/giu/2009 08:41 ]

Dal corso di acquerello alle mostre di pittura nel centro storico di Venezia
2007

Dopo questo primo esperimento ho ritenuto importante continuare a sviluppare il laboratorio artistico all'interno dell'attività programmata per la Comunità di S. Alvise e così nel mese di Febbraio 2007 abbiamo allestito una Mostra interna nella Sala da Villa della Casa dell'Ospitalità di Mestre denominata "La comunicazione oltre le parole"... e fu presentato un progetto alla direzione nel quale si proponeva:
  1. Continuare con il Laboratorio di pittura
  2. Continuare con il corso di Modellato in creta (tenuto dallo scultore Nicola Losego)
  3. Arrivare a Dicembre 2007 con una Mostra collettiva nella sala S. Leonardo a Venezia

Visite guidate alla Mostra d'arte: parteciparono una media di cinque ospiti.
  • Le Gallerie dell'Accademia delle belle arti: guidati da Nicola Losego e Serena Nono
  • La Biennale di Arti visive e contemporanee con Serena Nono e la sottoscritta.

Il gruppo del Corso di Pittura ad olio e acrilico: Su suggerimento di Antonio P. si è pensato di cambiare tecnica pittorica, si voleva sperimentare la pittura ad olio e acrilico, in seguito è stato chiamato il maestro di pittura del Liceo artistico Statale di Venezia: prof. Maurizio Favaretto, che un po alla volta è diventato un punto di riferimento importante per il gruppo. Il prof. Favaretto è convinto che gli ospiti non vanno motivati all'arte pittorica con le tecniche dell'arte-terapia, ma integrandoli e stimolandoli attraverso l'interazione con dei partecipanti esterni (Maurizio F. Serena N.) e attraverso le immagini; quindi tutti sono stati messi in gioco, ed ogni settimana ci si sfida con dei temi complessi non solo a livello pratico ma soprattutto per i loro contenuti profondi che riguardano: l'impatto ambientale della laguna di Venezia, il degrado della città, visto attraverso le varie esperienze personali, che è stato fotografato e dipinto con la tecnica dell'acrilico, argomenti sviluppati in piccoli gruppi composti da due o tre ospiti.
L'elaborazione dei lunghi rotoli dipinti da sette ospiti è stata un'esperienza molto particolare e merita un'analisi a parte. La sovrapposizione dei dipinti eseguiti da diverse persone era motivo di contrasto, in quanti si perdeva l'individualità e si metteva in gioco la tolleranza reciproca nel veder mutare i propri disegni in seguito all'intervento di un'altra persona, in questi momenti si rendeva evidente chi era il meno accettato dal gruppo, lo stesso si metteva in evidenza chi fosse il meno tollerante. Per me come operatrice, il laboratorio di pittura era come leggere un libro aperto, mimetizzata come un ospite ero accolta in questo gruppo, e così dipingendo "in comunità" il gruppo ha cominciato a crescere, a rafforzarsi; inizialmente rifiutando l'invadenza l'uno dell'altro nello spazio personale delimitato dai disegni individuali e finalmente si è arrivati ad una tolleranza reciproca che ci ha portato a pensare "in disegni comuni" elaborati da cinque a sette persone: Giancarlo, Fabio, Antonio, Daniele, Luigi, Petru, Emilio, il prof. Favaretto, Serena Nono e la sottoscritta. Pasquale entusiasta collaboratore del laboratorio artistico non è riuscito ed integrarsi ed accettare il tipo di lavoro comunitario e ha continuato a dipingere individualmente. Comunque sempre seguito dall'istruttore.

La mostra a S. Leonardo: Una presenza in città. Prima mostra del Laboratorio di pittura della Comunità di S. Alvise
A Dicembre del 2007 siamo arrivati ad allestire una mostra complessiva nella sala S. Leonardo a Cannaregio.
Con la collaborazione dell'ufficio grafico del comune di Venezia abbiamo stampato 210 locandine e 250 cataloghi.


Mostra al S. Leonardo 2007


La mostra ha riscosso molto successo da parte del pubblico e delle istituzioni, sono state presentate 45 opere degli ospiti. Il dell'inaugurazione erano presenti circa sessanta persone che alla fine hanno potuto festeggiare con un piccolo rinfresco. L'ultimo giorno è stato gradito ospite il sindaco Massimo Cacciari che dialogando con gli autori ha manifestato la sua soddisfazione per il livello raggiunto dalla mostra e in particolare lodando i lunghi rotoli realizzati collettivamente.
Possiamo finalmente dire che attualmente i nostri ospiti di S. Alvise non sono più gli invisibili che la società emarginava, ma ora hanno più amici, si stanno integrando socialmente, rappresentano una presenza in città, probabilmente per alcuni di essi sarà un inizio del recupero delle relazioni con la società.



















Il filmato "Ospiti"
realizzato dalla pittrice Serena Nono, la quale ha scritto una bellisssima lettera, è stato presentato il 3 settembre 2007 all'interno del "Venice film meeting" al cinema Astra del Lido di Venezia in occasione della 64 Mostra del Cinema. Racconta la storia di otto ospiti della Comunità di S. Alvise.

In seguito è stato riproposto in Dicembre nella sala S. Leonardo in occasione della prima mostra  del laboratorio di pittura e nell'Auditorium del Pratonato dei Frari, poi al Liceo Artistico Statale di Venezia nel Febbraio 2008. L'opera ha riscontrato molto interesse da parte del pubblico e grazie a queste proiezioni gli ospiti hanno ampliato il loro gruppo di amici e conoscenze nei diversi quartieri veneziani.
Il merito di Serena Nono è stato quello di riuscire a mettere a proprio agio gli ospiti che spontaneamente si sono svelati a se stessi. Tutto è stato possibile grazie al rapporto che si è instaurato tra la "amica" Serena e i protagonisti. Qui potete leggere la lettera di Serena Nono.


Foto tratte dal film "Ospiti"



Op. Ana Reque
 

Attività culturali della Comunità di S. Alvise (prima parte)

pubblicato 24/mag/2009 02:43 da Utente sconosciuto   [ aggiornato in data 28/giu/2009 08:41 ]

Dal corso di acquerello alle mostre di pittura nel centro storico di Venezia
2006

Nell'anno 2005 sotto la direzione di Nerio Comisso, la struttura inizia un processo di trasformazione da Asilo Notturno a Comunità: ed è precisamente in questo contesto che l' attività artistica è stata riproposta con tre obiettivi di lavoro:


  1. Continuare con una tradizione nell' Asilo Notturno (i corsi di pittura ed acquerello tenuti da Donatella Besa dal 1999 al 2002).
  2. Riconquistare degli spazi fisici ad uso ludico-artistico e di socializzazione esterna-interna negli orari diurni (turno di pomeriggio).
  3. Recuperare e rafforzare le relazioni con gli altri ospiti della Comunità nascente.
Ed è così che a marzo del 2006 il corso rinasce come Laboratorio di pittura ed acquerello per la realizzazione di un libro collettivo.
Nei primi sei mesi di attività la ricerca di un luogo tranquillo e sereno dove dipingere e comunicare silenziosamente con gli ospiti interessati all'attività artistica era praticamente impossibile in quanto vi era una lotta costante contro la resistenza ai cambiamenti da parte di alcuni ospiti accolti da circa 30 anni.
Il gruppo composto da Pasquale F. Antonio P. Bruno B. Alfio F. Renato S. Enzo, Khaled L. Archimede B. Salvatore V. e Ana R. (operatrice) contava 11 partecipanti (includendo l'operatrice Donatella Besa). Il gruppo ha risposto all'iniziativa con entusiasmo e coraggio per vincere gli ostacoli e portare avanti la nuova attività nonostante le urla, gli insulti e i dispetti dei "padroni di casa", quindi anziché essere allietati da uno sfondo musicale si dipingeva accompagnati anche dalle urla del disagio e la disperazione di chi sentiva arrivare un cambiamento, finalmente sembrava che il vecchio Asilo Notturno cominciasse a cambiare aria, e ogni settimana con Donatella ci ritrovavamo di pomeriggio a motivare gli ospiti a buttarsi a sperimentare e giocare con il colore.



Per alcuni il dipingere ad acquerello era come dialogare con la carta, con dei simboli che tentavano disperatamente uno dopo l'altro di comunicare un qualcosa... penso che alcune immagini possano essere viste come degli scatti fotografici che erano rimasti nella memoria di ognuno di noi.
I disegni trasmettevano dei messaggi, che le parole non riescono a comunicare, barche affondate prima dell'arrivo in Italia, piccole casette dipinte in modi diversi, volti femminili, tramonti lontani, ricordi di paesi e di terre lontane per alcuni, per altri sogni e ideali non dimenticati per un futuro migliore.

Vorrei commentare in particolare i disegni di Pasquale e Salvatore che inizialmente mi hanno trasmesso messaggi di tristezza. Sembrava che queste persone non avessero delle motivazioni, una strada da percorrere... dipingevano come se fossero in costante dialogo tra l'arte e il disagio; iniziavano a dipingere con dei bei disegni colorati ma dopo pochi secondi osservavo come la loro mano destra cancellava sinteticamente e ripetutamente la bellezza, fino a che la tela diventasse l'espressione del buio e l'oscurità... in quel tempo ricordo che uno di loro si rifugiava nell'arte per dimenticare e cercare di scappare dalla dipendenza dalle sostanze che lo distruggevano quotidianamente.

Questi disegni che noi rappresentiamo sono immagini della nostra fantasia e convivenza con gli altri. di riprendere a vivere come prima! E dimenticare il passato e pensare al futuro. (Pasquale Fornaro)

Con sorpresa abbiamo visto che nell'arco di alcuni mesi dopo diverse sezioni nel laboratorio, circa otto partecipanti avevano raggiunto dei livelli di produzione artistica soddisfacente per il gruppo e soprattutto per loro stessi.

Il gruppo della Scultura in creta

Tenuto da Nicola Losego come istruttore volontario, si è svolto da novembre 2006 a maggio 2007. Composto dagli ospiti Fabio, Alberto, Pasquale, Emilio, Giancarlo e Sergio, sempre presente anche se non si sforzava a produrre modellando la creta, ma ascoltava, giocava e giudicava in qualche modo anche lui. Si era integrato al gruppo e infine anche la sottoscritta modellava assieme agli ospiti in modo di instaurare un rapporto meno istituzionale ma più umano.

Op. Ana Reque


Ringraziamenti

pubblicato 24/mag/2009 02:39 da Utente sconosciuto

Vivere tre giorni con gli ospiti di S. Alvise come Fabio, Antonio e Luigi è stata un’esperienza importante con dei risultati positivi per noi tutti. Come ha segnalato il Monaco Sandro dopo la proiezione: abbiamo da imparare dalla Vostra Comunità: ho visto ieri a cena che siete un gruppo molto affiatato… vi volete bene.  Inoltre abbiamo condiviso i riti e le cerimonie della settimana Santa: il falò, la veglia e la messa pasquale. Erano momenti che predisponevano alla riflessione. Penso che per gli ospiti che hanno partecipato a questa iniziativa sia stata  molto produttiva, perché sono nate delle idee per nuovi progetti futuri, un’eventuale mostra del Laboratorio di pittura a Camaldoli e una proposta di Antonio Pelosi che riguarda l’organizzazione di una Comunità rurale.

Ringraziamo il presidente Giovanni Benzoni e  Nerio Comisso.


Ana Reque             Fabio Rosso                        Antonio Pelosi                          Luigi Perego



Foto fatte all'eremo di Camaldoli




Progetto "informatici senza frontiere"

pubblicato 24/mag/2009 02:26 da Utente sconosciuto   [ aggiornato il 19/nov/2009 15:36 da Casa Ospitalità ]

L’Istituzione comunale Casa dell’Ospitalità è espressione del Comune di Venezia per il quale gestisce il servizio previsto dalla legge di dare un ricovero a quanti ne sono privi.
Nel corso di questi anni ha incrementato i posti letto per un totale di 130 tra le varie strutture distribuite tra Mestre e Venezia.
Finalità principale della Casa dell’Ospitalità è quella di consentire alle persone, attraverso un coinvolgimento responsabile delle stesse, di uscire da situazioni di marginalità, evitando la cronicità e l’assistenzialismo, mediante la realizzazione di progetti personalizzati liberamente accettati dagli interessati.
Proprio perché la logica che presiede alla vita delle case non è dettata dall’idea della custodia, ma da quella della partecipazione, della responsabilità e dell’autonomia personale, il numero degli operatori è contenuto e da anni è sotto-organico: l’operatore sociale è nelle case una figura per lo più di affiancamento ed accompagnamento; la maggior parte dei lavori infatti, ad esempio il servizio di cucina, viene svolto dagli ospiti. L’stituzione opera infine, per uscire sempre e comunque dal ghetto e per divenire uno dei luoghi riconosciuti e vissuti da tutta la città, sia a Mestre sia a Venezia.




Informatici senza frontiere sta operando per:

·         sviluppare le applicazioni per la gestione delle attività dell’istituzione

·         realizzare un’aula informatica per gli ospiti

·         implementare una rete che colleghi le tre sedi dell’istituzione

·         programmare corsi di formazione per gli operatori e per gli ospiti



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