Casa dell'Ospitalità di Venezia e MestreCasa dell'Ospitalità di Venezia e Mestre

Ripartire da un tetto e da un letto... per arrivare lontano!

"Nessuno può essere condannato all’inutilità"

 

La Fondazione di partecipazione Casa dell’Ospitalità di Venezia ha alle spalle una storia importante: nasce a Mestre come asilo notturno e si trasforma, negli anni successivi alla riforma Basaglia, in un luogo stabile per sostenere persone che non hanno dimora.

Nei venti anni di lavoro del primo direttore, Nerio Comisso, è stato valorizzato il concetto di empowerment cercando di favorire la partecipazione di tutti, ospiti ed operatori, per creare assieme servizi ed attività.

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Lo scopo era di preparare le persone al cambiamento, valorizzando il lavoro dell'intero gruppo comunitario. La strumento principale consisteva proprio nel "fare insieme", senza porre fretta e senza richiedere una trasformazione che la persona non fosse ancora in grado di accettare, rispettando i tempi di ogni individuo.

Un accompagnamento verso il ritorno ad una vita il più normale possibile, a partire dalla convivenza con gli altri per migliorare la propria e l'altrui esistenza.

L’obiettivo primario era, e rimane, quello di dare dignità alle persone. “Nessuno può essere condannato all’inutilità”: questo il concetto chiave della Carta dei diritti e principi di chi vive e lavora alla Casa dell'Ospitalità.

Un mutamento radicale rispetto gli analoghi modelli esistenti e della visione abituale della persona in difficoltà: non più solo utenti portatori di bisogni e problematiche ma donne e uomini da valorizzare facendone emergere risorse e competenze, in un contesto comunitario che doveva avvicinarsi il più possibile al modello della famiglia.

Negli anni questa pratica è andata concretizzandosi in un sistema di vera e propria autogestione di molti aspetti della vita quotidiana da parte degli ospiti, con alcune norme "per una convivenza cordiale e collaborativa”, il rispetto degli altri in primo luogo, quale bussola in vece di un regolamento.

Questa esperienza ha caratterizzato in maniera indelebile la Casa dell’Ospitalità, tanto che i principi fondanti permangono tutt’ora anche se il trascorrere del tempo e le trasformazioni della società inevitabilmente ci conducono ad evolvere la nostra attività e la nostra organizzazione.

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Oggi la Fondazione fornisce ospitalità non solo nelle due strutture di Mestre e Venezia ma anche in alloggi autonomi: due appartamenti e un Casolare.

A ciascuno è infatti chiesto di assumersi delle responsabilità, impegnandosi in un percorso di “ricostruzione” della propria biografia e nell'elaborazione di un progetto personale realistico e realizzabile nel rispetto di una tempistica condivisa.

Le nostre Case funzionano grazie alle collaborazione tra tutti i soggetti interessati che partecipano attivamente alla gestione della vita quotidiana.

La finalità che perseguiamo, coerentemente con la nostra storia, è quella di fornire a tutti un luogo dal quale poter realmente ricominciare. Il posto letto sarà sempre e solo il punto di partenza.

Oggi come ieri siamo convinti che una persona non sia solo il suo problema, bensì una parte della soluzione di questo.

Uscire presto, e bene, dalla Casa dell'Ospitalità: questo deve essere l'obiettivo di chi ci vive, come di noi che ci lavoriamo e di coloro che ci sostengono.

Nessuno, mai, deve essere condannato all'inutilità.