Casa dell'Ospitalità di Venezia e MestreCasa dell'Ospitalità di Venezia e Mestre

Ripartire da un tetto e da un letto... per arrivare lontano!

Discover your dreams

E' un progetto che ci sta a cuore, in cui crediamo molto, perchè rapprensenta una possibilità per alcuni nostri ospiti, un'opportunità per ricominciare ad essere persone, capaci e attive, che vivono all'interno di una comunità locale con cui collaborano.

E la terra, coltivare la terra, consente di avviare percorsi di questo tipo.

DA OGGI POTETE TROVARE I FRUTTI DEL NOSTRO ORTO PRESSO LA PORTINERIA DI QUARTIERE - VIA PIAVE 65 - MESTRE - vai al progetto 

Il progetto dell’orto sociale al Casolare nasce da un’idea di ripensamento e riqualificazione del servizio di accoglienza e accompagnamento delle persone senza dimora del territorio veneziano e di un potenziamento delle risorse a disposizione della fondazione nell'area cosìddetta del Casolare.

Oggi l'Orto sociale al Casolaere si inserisce pienamente all'interno del più ampio "Progetto Occupabilità": dedicato alle persone senza dimora che gravitano a diverso titolo intorno alla Casa dell’Ospitalità, esso mira ad offrire loro la possibilità di tenersi occupate in modo utile e produttivo. Il Progetto si rivolge non solo a tutti gli ospiti che dormono all’interno della Casa dell’Ospitalità, ma anche a tutte le persone che conoscono la struttura, inclusi operatori e volontari.

Le attività promosse e realizzate all’interno del Progetto si inseriscono in percorsi che mirano all’autonomia e all’indipendenza dell’individuo e, prima tutto, al suo benessere. Le persone coinvolte vi trovano un’occasione per aumentare la propria autostima e ritrovare fiducia in sé stesse, attraverso un riconoscimento e una valorizzazione di punti di forza e potenzialità individuali e all’interno di un gruppo.

Le attività mirano inoltre ad offrire opportunità di creare reti sociali, contatti anche al di fuori della Casa dell’Ospitalità. Si tratta di corsi che promuovono benessere o l’apprendimento di capacità e competenze, attività di volontariato, tirocini e talvolta opportunità lavorative.
Le persone vengono coinvolte fin dall’inizio nella discussione delle proposte delle attività.
Con l’attività dell’orto si propone agli ospiti uno spazio all’aperto, in mezzo alla natura, dove rimettere in uso o acquisire abilità manuali e pratiche, conoscenze e competenze, uno spazio da condividere con operatori, volontari e altri ospiti uniti da un intento e degli obiettivi comuni e positivi e non più solo dalla mera condizione di marginalità sociale.
In aggiunta, vista la produzione dell’anno scorso, quest’anno assieme agli ospiti si è pensato di ampliare il raggio di azione del progetto “Orto al Casolare” sperimentando
l’offerta al pubblico del raccolto.
L’allestimento di un banchetto, in collaborazione con diverse realtà del teriritorio su cui esporre il frutto del lavoro e dell’impegno delle persone coinvolte, oltre ad essere motivo di orgoglio e rafforzare consapevolezza e autostima, rappresenta un’ulteriore occasione di incontro con la comunità.
Tutto questo fa del progetto “Orto al Casolare” uno strumento di inclusione sociale: occasione per gli ospiti di mettersi in gioco e alla prova, compiere passi verso una
“normalità”, verso una re-inclusione sociale, possibile solo con il coinvolgimento e la partecipazione attiva e la sensibilità della comunità.

Gli obiettivi principali del progetto sono:

  • favorire ed implementare il coinvolgimento e la partecipazione degli ospiti della Fondazione nella gestione e nel rilancio delle aree verdi annesse alla struttura del Casolare;
  • favorire eventi ed occasioni di reinserimento ed integrazione sociale per gli ospiti attraverso un lavoro di rete con le associazioni di cittadini presenti nel territorio;
  • favorire e creare percorsi di ri-avviamento al lavoro attraverso attività di formazione, tirocini, stage ed altro.

L’orto vuole essere una palestra per imparare sia un lavoro manuale e pratico che un nuovo modo di reinserirsi all’interno della comunità locale, attraverso la condivisione di spazi, ma anche saperi e competenze, che se messi in comunione possono diventare strumento di socializzazione e di inclusione sociale.

“Restituire cittadini, restituire ai cittadini”. Il coinvolgimento e la partecipazione della cittadinanza sarà fondamentale per realizzare questo processo di inclusione nella comunità più allargata.